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VEDERE / NON-VEDERE

Fotografa alida cantonInaugurazione: Sabato 16 novembre 2013 ore 18.00 Sala APPI  CENTRO CULTURALE “A. MORO” Via Traversagna 4 Cordenons (Pn)
Intervento critico di Chiara Tavella / Espone ALIDA CANTON

Il filo conduttore di questa mostra è l’arte contemporanea e, in misura minore, l’architettura che la contiene. Le fotograe si riferiscono infatti a quattro diverse situazioni espositive: la Biennale di architettura del 2012, la Biennale d’arte di quest’anno, una mostra dedicata a Michelangelo Pistoletto allestita nel 2012 presso la Kunsthaus di Graz e il Maxxi di Roma.
In realtà l’arte, o l’architettura, non sono l’obiettivo prioritario della fotografa, che si concentra piuttosto sul rapporto che l’arte o l’architettura instaurano con l’osservatore, sull’interazione che si crea, sull’ambiente complessivo, caratterizzato da un mix di elementi in cui è spesso dicile intuire chi o cosa siano lo spazio, le opere, i visitatori.
In queste immagini le presenze d’arte contemporanea funzionano quindi come un pretesto – un pretesto privilegiato, data la loro intrinseca complessità – per portare lo sguardo sulla società “liquida” in cui viviamo, sulla “complessità” dell’ambiente contemporaneo, che appare l’unica cifra per comprendere il usso crescente di informazioni in cui siamo immersi – travolti? E rappresentano un ulteriore approfondimento della ricerca che da tempo Alida Canton va sviluppando, incentrata sul paesaggio urbano e sul carattere disorientante e, letteralmente, dis-persivo che alcuni luoghi – anzi “non-luoghi” come stazioni, metropolitane, luoghi di grande usso e di passaggio – presentano.


alida canton fifaSeguendo le ombre
Entro questo percorso, che anche nella scelta espositiva poco tradizionale tende a suggerire il senso del caos, si possono identicare alcuni sottotemi. Il primo, basato su immagini scattate all’Arsenale di Venezia, nel corso delle due Biennali, è una “caccia alle ombre”, ombre dei visitatori, visitatori in ombra rispetto alla zona di luce creata dalle opere, in molti casi dei video; l’ombra che avvolge lo spazio espositivo, l’Arsenale, questo lungo creativo, per lo più immerso nella semioscurità rossastra del mattone… L’ombra inne come metafora di una in-consistenza dell’io, che vien fuori come tema di fondo: l’io è il visitatore di cui si vede solo la sagoma in controluce, molto meno denita e dettagliata del video su cui si staglia; è la gura in mosso, vista di spalle, un “vagabondo dell’arte” con una borsa da viaggio, di fronte a una parete rivestita così ttamente di quotidiani che è impossibile leggere; o, sulla stessa linea, la gura femminile di cui si coglie soltanto un gesto di perplessità, davanti a pareti istoriate di segni indecifrabili […].

Gioco di specchi
La serie di fotograe scattata alla Kunsthaus di Graz amplifica il meccanismo linguistico che sta alla base delle opere di Michelangelo Pistoletto, esposte per una mostra temporanea nel 2012 e basate in gran parte sull’utilizzo di specchi: lo specchio assorbe il visitatore dentro l’opera, la fotografa coglie insieme il visitatore e il suo riesso. Un po’ di ironia, e questa duplicazione diventa un dialogo divertito con i personaggi dipinti sulla supercie degli specchi, con cui gli spettatori conversano, discutono, prendono il caè… Nella fotograa però non è facile distinguere quale sia la gura reale e quale il suo riesso. Ancora un io che, attraverso l’interazione con l’opera, viene moltiplicato e quindi negato nella sua unicità e individualità […].

Antispazi
Le immagini che compongono questo sottotema sono state scattate quasi tutte al Maxxi di Roma, il complesso ideato da Zaha Hadid come centro per l’arte e l’architettura contemporanee, inaugurato nel 2010. Un museo che esibisce prima di tutto se stesso, la sua fastosa, esorbitante architettura. Qui l’osservatore è ridotto a un puntino avvolto dall’intrico delle strutture, immerso nel labirinto di scale, aperture e corridoi. […] Uno spazio antitetico sia alla limpidezza della tradizione architettonica rinascimentale, sia al rigore funzionalista del Bauhaus; uno spazio che incarna di per se stesso il senso della complessità […].
Chiara Tavella


Apertura mostra

dal 9 al 30 novembre
lun. merc. ven. sab dalle 16.00 alle 19.00
Ingresso libero

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