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THE TEMPELHOF PROJECT

eugenionovaira-berlinoOpere di Eugenio Novajra
Vernissage della mostra venerdì 6 febbraio 2015 alle ore 18.00
THE TEMPELHOF PROJECT
Immaginate una grande città affollata di palazzi, persone, auto; piena di confusione, rumore e inquinamento. Dovrebbe essere semplice in quanto è un’immagine piuttosto comune in tutto il mondo. Provate poi a immaginare invece, un’isola verde che sa di libertà nel cuore di una grande città.
Vi sto introducendo a Tempelhof, ex aeropporto militare e civile a Berlino, trasformato dal 2009 in un parco pubblico di trecentoottantasei ettari. Nel corso degli ultimi anni Tempelhof è stato spesso oggetto di dibattito e manifestazioni pubbliche, da parte di molte associazioni che si sono spese per la riconversione dell’area a verde pubblico. Grazie a queste associazioni, Tempelhof, il grande spazio pieno di verde tra i quartieri di Kreuzberg e Neukölln, attualmente, ospita orti biologici urbani ed é frequentato da molti sportivi tra i quali un grande numero di skaters, ma poi anche da famiglie, artisti e da appassionati dell’arte del volo degli aquiloni.
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Tempelhof è un’importante area, oggi viva, memoria di un passato e quindi documento storico-architettonico. Un imponente edificio fa da sfondo a questo insolito parco urbano diventato uno dei più grandi d’Europa, che circonda le vecchie piste dove un tempo atterravano gli aeroplani. Di proprietà del Comune dal 2009, dopo alcune proteste cittadine, causate dalla paura di vedere lo spazio oggetto di “gentrification”, l’amministrazione pubblica aprì il dialogo con la cittadinanza per discutere sulle possibili opzioni d’uso dell’area. Prese così il via il progetto ‘Flughafen Tempelhof’ in cui il Comune coinvolse tutti i cittadini interessati a dare la propria opinione sul futuro del parco.
Furono attivate campagne on line di marketing, orientate ad ottenere un forte coinvolgimento degli abitanti, specialmente quelli delle zone circostanti l’aeroporto. Furono organizzati workshops, eventi e concorsi, mirati a trovare una soluzione che potesse salvaguardare tutti gli interessi in gioco: quelli dei cittadini, che desideravano preservare un’importante zona della città, quelli delle varie associazioni che operavano nello spazio tramite iniziative come gli orti urbani, quelli del Comune di Berlino e infine, quelli dei nuovi investitori immobiliari, che intravedevano in Tempelhof una sicura fonte di profitto. Più di 10.000 cittadini parteciparono attivamente al dialogo con l’amministrazione pubblica, votando on line e proponendo idee; si lavorava nell’ottica futura di migliorare l’offerta sportiva e culturale della città.
Il risultato fu la presentazione di un progetto di riconversione del vecchio scalo in una ‘Smart-City’ che unisse le aree residenziali, ricreative e non ultima, la localizzazione per la grande biblioteca
centrale della città. Nel 2010 fu quindi indetto un bando di concorso per individuare chi avrebbe progettato lo spazio. Vinse l’analisi proposta dallo studio d’architettura del paesaggio GROSS.MAX. che prevedeva la costruzione di tre zone residenziali, unità commerciali, una grande area per la biblioteca di Stato e una nuova stazione del collegamento di superficie (S-Bahn), ma nonostante l’amministrazione avesse tentato di promuovere il valore aggiunto del nuovo piano, la cittadinanza non dimostrò il suo consenso, e si raccolse intorno all’associazione “100% Tempelhof Feld”, che raccolse le firme per salvaguardare l’area. Lo scorso Maggio la partecipazione massiccia dei berlinesi al referendum ha portato al blocco dei piani di riqualificazione dell’area e alla riapertura del dialogo con i cittadini, ora lavora alla definizione di un nuovo progetto.
In questo caso la partecipazione attiva da parte dei cittadini, è stata determinante nella definizione del piano di sviluppo di un’area di Berlino con un alto valore sociale, localizzata in un quartiere, Neukölln, caratterizzato, tra altro da un alto tasso di immigrazione.
Il rischio é che i movimenti sociali e urbani producano delle differenziazioni sulla base dei molteplici interessi da tutelare ma è anche vero che le ‘critiche organizzate’ alle azioni istituzionali hanno l’effetto di accrescere la pressione politica e di portare velocemente il problema davanti alla classe dirigente pubblica.
L’aeroporto di Tempelhof è storicamente un simbolo della lotta per la libertà della città di Berlino e il progetto multimediale ritrae il “genius loci” e la partecipazione attiva tra gli abitanti e la città per salvare l’unico parco da cui si può vedere un orizzonte aperto.

Eugenio Novajra, fotografo freelance vive tra il Friuli e Berlino. Nell’87 ha aperto il suo primo studio fotografico, da allora ha lavorato soprattutto nei settori dell’editoria, corporate e reportage.
Formatosi presso l’Academy of Art College di San Francisco, dove apprende anche le tecniche bianco e nero del sistema zonale A.Adams, e
IED di Milano, frequenta il DAMS di Bologna. Dopo l’apprendistato in vari studi fotografici a Milano, tra i quali il Superstudio, ha partecipato a diversi workshop con esponenti di rilievo della fotografia internazionale. Da sempre in viaggio ha elaborato la sua meta-fotografia tra l’Europa e le Americhe, dal 2007 realizza progetti personali con tematiche che riguardano il sociale, l’ambiente e l’antropologia urbana metropolitana, continua a collaborare con enti pubblici e imprese oltre a dedicarsi all’insegnamento, il suo lavoro è stato pubblicato su riviste e viene
esposto anche all’estero .

presenta Antonio Giusa l’Azienda agricola Alessandro Vicentini Orgnani offrirà un brindisi ai presenti

Dal 6 al 28 febbraio 2015 –
Spazio espositivo InterAZIONI
Via della Rosta 46 – UDINE
aperto dal lunedì al venerdì
ore 9.00>12.30 / 15.00>19.00
sabato e domenica su appuntamento
(chiamare il n. 3334660950)

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